Il sito archeologico di Villa Adriana è salvo: scartata ipotesi discarica Corcolle

Tramonta l’ipotesi della discarica di Corcolle
Il Consiglio dei Ministri ha accolto le valutazioni espresse dal Ministro dell’Ambiente Corrado Clini e dal Ministro per i Beni e le Attività Culturali Lorenzo Ornaghi, i quali hanno sempre ribadito che il sito di Corcolle, a breve distanza da Villa Adriana, sito Unesco, e dagli acquedotti dell’Acqua Marcia, non era assolutamente idoneo ad accogliere una discarica, essendo l’area in questione soggetta ad una serie di vincoli inderogabili. Giuseppe Pecoraro rassegna le dimissioni: Goffredo Sottile è il nuovo commissario delegato per il superamento dell’emergenza rifiuti nel Lazio.
Con la scelta dei siti di Corcolle nell’VIII municipio di Roma e Quadro Alto nel Comune di Riano, il Piano Rifiuti della Regione Lazio, proposto dalla Presidente Renata Polverini, sembrava essere ad un passo dall’attuazione: senza minimamente valutare la criticità dei siti indicati, il piano si prefiggeva, in nome dell’emergenza rifiuti a Roma, di creare due discariche provvisorie con un impatto sull’ambiente e sul patrimonio artistico devastante.
Tuttavia, il 26 maggio, l’assurda ipotesi di Corcolle, a brevissima distanza dalla buffer zone del sito archeologico di Villa Adriana, patrimonio Unesco dal 1999, il sito prescelto dal Commissario Straordinario, Giuseppe Pecoraro, quale alternativa all’oramai satura discarica di Malagrotta per risolvere la questione dei rifiuti della Capitale, decade definitivamente dopo una lunga e controversa vicenda che ha visto contrapporsi gli agguerriti comitati locali e la Regione Lazio.
Il Ministro Clini in particolare aveva messo in evidenza tutte le irregolarità di questo progetto, non conforme alle direttive UE sulla gestione dei rifiuti, proponendo in alternativa un piano speciale per Roma, il cui fine è attuare in maniera efficiente il ciclo integrato dei rifiuti, puntando sulla riduzione quantitativa degli stessi da conferire agli impianti di trattamento meccanico biologico.
La palese evidenza dell’inidoneità del sito e l’infondatezza dei presupposti hanno fatto crollare il Piano Rifiuti siglato dalla Polverini. Il Consiglio dei Ministri solleva quindi dall’incarico di Commissario Straordinario il Prefetto Pecoraro, costretto alla resa dopo tanta ed inspiegabile ostinazione nel suo proposito. Sulla scena subentra Goffredo Sottile, delegato a risolvere nell’immediato l’emergenza in atto. In questi giorni, a seguito di consultazioni, la scelta cade su Monti dell’Ortaccio, nei pressi di Malagrotta, come sito provvisorio, scatenando ancora una volta la rabbia dei comitati della Valle Galeria, mentre la complessa questione rifiuti rimane sempre aperta e senza ancora trovare una definitiva ma giusta soluzione.
Nell’escludere Corcolle sono prevalsi non solo il buon senso, ma anche e soprattutto la tenacia e la determinazione di tutti coloro che, sin dall’inizio, si sono schierati, sia a livello nazionale che internazionale, a difesa di quest’area di notevolissimo pregio paesaggistico, ambientale, oltreché archeologico. Per il sito di Villa Adriana, famoso in tutto il mondo per il suo valore storico, artistico ed architettonico, l’Unesco aveva persino paventato la possibile quanto grave revoca del sigillo di Patrimonio dell’Umanità, che prevede l’esclusione dalla World Heritage List.
Nell’antichità l’area, inizialmente designata ad ospitare la discarica, era detta Regio Pedana, proprio per la presenza di un’antica città, Pedum, e si estendeva tra Tibur (Tivoli), Praeneste (Palestrina) e Gabi, altro antico centro situato lungo il tracciato della via Prenestina, noto per la cave di lapis gabinus. Nel tempo prevalse il termine medievale Corcurulum, donde l’attuale Corcolle, con il quale si indicava un castello, edificato intorno al 1074 e tuttora in situ, prossimo ad altre due importanti strutture castellane, quelle di Passerano e di San Vittorino.
Si tratta pertanto di un contesto di notevole estensione spazio-temporale ancora da esplorare, con emergenze archeologiche da indagare con accurati scavi. Ebbene, pare assurdo, ma l’evidenza storica di questo territorio sembrava destinata ad esser irrimediabilmente cancellata da strati di tonnellate di rifiuti tal quale provenienti da Roma, Fiumicino e Città del Vaticano, sacrificando così la bellezza di quanto ancora di miracolosamente intatto è pervenuto ai nostri giorni dell’Agro Romano Antico.
Da un punto di vista idrogeologico ed idrografico, Corcolle è situato in un distretto con un equilibrio particolarmente delicato, ricco di corsi d’acqua, preziose sorgenti e falde acquifere sotterranee che alimentano un territorio vastissimo, sul quale insistono aziende agricole e nuclei urbani sino ad arrivare alla capitale, Roma. L’Autorità di Bacino del Tevere, non a caso, aveva già, in occasione della Conferenza dei Servizi tenutasi l’8 marzo scorso, espresso parere negativo in merito.
Inoltre, degli undici monumentali acquedotti che adducevano l’acqua nell’antica Roma, il percorso di ben 4 di essi si snodava nel territorio della Valle dell’Aniene, confluendo poi nell’area in oggetto, vale a dire l’Anio Vetus, l’Aqua Claudia, l’Anio Novus ed in particolar modo l’Acqua Marcia, la cui sorgente, nei pressi di Marano Equo, fornisce acqua di ottima qualità e purezza, tanto da esser stata in passato definita da Plinio il Vecchio “clarissima aquarum omnium“.
Dopo questa breve analisi delle diverse criticità del sito, si delinea sempre più chiaramente uno scenario che vede esposta un’estesa porzione di territorio sul quale insistono numerosi vincoli in alcun modo derogabili.
Insensato e scandaloso proporre soluzioni prive di logica, da giustificarsi solo strumentalizzando l’emergenza ambientale. Per trovare una ragione a simile inettitudine, occorre solo esaminare a ritroso quanto ci ha preceduto e risalire alla matrice dei mali che affliggono il nostro paese: la responsabilità di inesistenti direttive politiche è da imputarsi alla discutibile gestione delle amministrazioni attuale e passata, colpevoli di aver sottovalutato, se non addirittura ignorato, negli anni – decenni e decenni di noncuranza e negligenza – un tema di priorità assoluta, la gestione dei rifiuti secondo normative che prevedono la tutela dell’ambiente ed il riciclo dei rifiuti, da considerarsi quale preziosa risorsa per tutti e non monopolio per pochi.
La tutela e difesa del territorio dovrebbero essere il cardine attorno al quale far ruotare, secondo ben mirate scelte strategiche ed operative, un Piano di Gestione delle risorse di cui un sito dispone – nel nostro caso Villa Adriana – al fine di preservarlo e consegnarlo in eredità alle future generazioni, almeno dove ancora è possibile attuare questi progetti. Oltre alla fattibilità di ciascuno di questi futuribili progetti, proprio perché vadano a buon fine, è fondamentale avere sempre come punto di riferimento l’inscindibile legame tra passato presente e futuro.
Questa consapevolezza implica una profonda conoscenza del nostro territorio, da cui solo può scaturire un vero programma, ponendosi obiettivi concreti e quanto mai sentiti da tutti coloro che amano il proprio paese: custodire il preziosissimo patrimonio culturale artistico archeologico di cui siamo eredi, perpetuarne la memoria nei secoli a venire e salvaguardare la natura nella sua interezza.
Daniela Pistoni