18 Giugno: Salviamo le nostre SORGENTI fonte di VITA e di DEMOCRAZIA Riprendiamoci l’ACQUA PUBBLICA

Non essendo riusciti a imporre la privatizzazione dell’acqua per legge, il fronte dei privatizzatori cerca di aggirare lo stop imposto dal Referendum del 2011 e dalle successive mobilitazioni del Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua, attraverso il “risiko” delle fusioni e acquisizioni con cui le quattro grandi multiutilities nazionali (Acea, Iren, Hera e A2A) puntano a inglobare tutte le società di gestione dei servizi idrici, ambientali ed energetici, per diventare “campioni” della rendita parassitaria che vive alle spalle dei monopoli naturali.

Le sorgenti, da sempre nel mirino degli speculatori in corsa per accaparrarsi le risorse idriche tramite la gestione diretta delle concessioni, rischiano così di essere accentrate nelle mani di poche grandi multinazionali, con l’avallo di un potere politico compiacente nell’assecondare l’insano progetto di espulsione dei Comuni e dei cittadini dalla gestione dei servizi pubblici.

Per combattere questo disegno antidemocratico, in tutta Italia, il Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua fa fronte comune con altri comitati e associazioni che lottano in difesa dei Beni Comuni. Nel Centro Italia, in particolare, i Comitati dell’Acqua si stanno opponendo con forza al “progetto privatizzatore” chiedendo la disarticolazione di ACEA S.p.A. e il ritorno dell’Acqua in mani pubbliche, per bloccare quello che è un monopolio di fatto.

Molto si è realizzato anche sul piano degli strumenti normativi portando ad approvazione nel Lazio la Legge Regionale d’Iniziativa Popolare 5/2014 “Tutela, Governo e Gestione Pubblica delle Acque”; una legge d’indirizzo improntata sull’equilibrio di bacino per tutelare la risorsa acqua.
Per completare il quadro legislativo, che riporterebbe l’Acqua in capo ai Comuni, si deve ora portare ad approvazione la Legge attuativa: quella Proposta di L.R. 238/2015, da due anni depositata in Regione, che ridefinisce gli ABI (ambiti di gestione del servizio idrico) e tramite una nuova Convenzione di Cooperazione consente di affidarne la gestione anche a Enti di diritto pubblico dando valore alla partecipazione democratica di cittadini e lavoratori.

Ma la Giunta Zingaretti, pur essendo stata votata all’unanimità la Legge 5/2014, non solo non dà seguito ai propri impegni, ma addirittura, di concerto con ACEA, impone ai Sindaci resistenti la cessione degli impianti del servizio idrico con l’unico scopo di sabotare il processo di ripubblicizzazione.

Uno dei territori simbolo dello sfruttamento indiscriminato dell’Acqua è la Valle dell’Aniene:
qui è stata realizzata la prima centrale idroelettrica in Italia, avviando quel processo di espropriazione del fiume che da allora non si è mai fermato;
qui, nel cuore dei Monti Simbruini, la più grande area protetta regionale, si trovano le grandi risorgive che alimentano il sistema acquedottistico di quasi tutto il Lazio centro-meridionale. Un’immensa cassaforte dell’Acqua che i lobbisti, sostenuti dal potere politico, vogliono scassinare, avvalendosi del meccanismo delle compensazioni ambientali per appropriarsi definitivamente del patrimonio comune.

Per questo facciamo appello, a partire da tutti coloro che hanno partecipato alla battaglia referendaria, per costruire insieme dal basso il 18 giugno una giornata d’impegno e condivisione che ci porti a scoprire e riappropriarci dei luoghi che affaristi senza scrupoli bramano di sottrarre definitivamente al principio dei beni comuni:

Trevi nel Lazio, dove nasce l’Aniene e con le sorgenti del Pertuso dà il maggior apporto al sistema acquedottistico del Simbrivio, e Agosta, che subì l’assedio dell’esercito per difendere le sorgenti dell’Acqua Marcia; per ribadire che l’ACQUA PUBBLICA non si tocca.

Perché si scrive Acqua e si legge Democrazia!

#FuoriiProfittidallAcqua #AcquaPubblicaOra #AceaPubblicaOra

Comitato Acqua Bene Comune Valle dell’Aniene, Coordinamento Regionale Acqua Pubblica Lazio

(per aderire scrivi a abcvalleaniene@gmail.com)